COMUNICATO GRUPPO DEMOCRAZIA PER L’AUTONOMIA 

La nostra vicenda è significativa ed esemplare per testimoniare quanto l’arroganza ed una assurda presunzione di infallibilità sovrastino, in una politica che ha perso orizzonti, l’esigenza del dialogo, dell’apertura, della valutazione de! significato reale di posizioni critiche. Avevamo più volte chiesto una radicale revisione dell’attuale modello di gestione della cosa pubblica al comune di Pescara perché ritenevamo e riteniamo che alla città, che ha un ruolo primario in Abruzzo, e che sta pagando pesantemente sia le conseguenze della crisi economica generale, sia quelle di un rapido declino del sistema economico abruzzese, occorresse non un’ordinarissima amministrazione, non la filosofia del tirare a campare, ma un progetto ampio, di valore strategico, capace di dare risposte, per quanto riguarda il comune, alle attese dei cittadini e delle imprese.

Una prospettiva di cambiamento quale quella da noi invocata presupponeva e presuppone una riflessione sulle carenze e le inadeguatezze dell’attuale esecutivo comunale, per il quale non abbiamo mai posto esigenze personali o particolari, ma soltanto quella di una riflessione che cogliesse le esigenze reali di una inversione di rotta. C’è stato risposto in maniera sprezzante, siamo stati immediatamente catalogati come degli eretici da condannare a una sorta di rogo delle idee e ci si è definiti come un corpo estraneo alla maggioranza. Queste minacce e queste pratiche esoreistiche non ci impressionano più di tanto, anche perchè sappiamo quale possa essere il prezzo di una conquista di autonomia che però risponde a un bisogno di verità, a un rapporto corretto con gli elettori ai quali avevamo tutti insieme proposto un programma che viene sistematicamente eluso.

Quanto sta avvenendo qui a Pescara è anche un segno della crisi che sta attraversando nella più vasta periferia italiana, una struttura del Pdl che non è democratica, ma affidata a proconsoli e vassalli i quali pretendono di avere lo stesso carisma di Berlusconi senza essere minimamente paragonabili a lui. E’ una riflessione anche questa che qualcuno dovrebbe porsi a Pescara, in Abruzzo, come a Roma.

Per quello che ci riguarda noi non abbandoneremo la strada scelta ma vi persevereremo offrendo nuovi contributi di idee e indicazioni sui quali poter verificare le disponibilità sia all’interno della maggioranza sia al suo esterno.

democrazia_cristiana_per_le_autonomie