Intervento C.C. del 23 Novembre 2010 in risposta al Sindaco Albore Mascia 

Caro sindaco,

desidero stigmatizzare il contenuto delle parole – gratuitamente insolenti – che Lei ha rivolto non solo alla mia persona durante il C.C. di venerdì 19 novembre 2010, ma anche, e soprattutto,  ad un membro di questo Consiglio.

Segno, forse, dell’inquietudine che Lei sta vivendo in questi mesi nei quali non è in grado di affrontare e risolvere né le questioni politiche né i veri problemi della città.

E per questo che – non sapendo cosa fare per evitare un tracollo politico che ogni giorno appare sempre più vicino – Lei trascende in espressioni verbali che io reputo offensive e denigratorie.

Ma ognuno, Sindaco, ha lo stile che si è dato! È il Suo stile Lei lo ha sfoggiato nella scorsa seduta consiliare.

Eppure, anche per questo desidero ringraziarLa.

Perché, come dice il grande saggio della politica italiana – dalla cui saggezza Lei rimane distante anni luce – per chi fa politica l’importante è che si parli di lui.

E Lei, Sindaco, con i suoi atteggiamenti arroganti mi sta offrendo molta visibilità.

Lo slogan utilizzato nella mia campagna elettorale “dire-fare-cambiare”, sicuramente qualifica e distingue il mio modo di essere, di vedere le cose e di vivere l’impegno politico.

Ed infatti io dico le cose che non vanno nella Sua azione amministrativa, faccio le scelte politiche ed amministrative che ritengo più giuste nell’interesse dei cittadini e cambio – sicuramente nel senso migliore – le mie idee quando mi accorgo che quelle in cui ho creduto sono state tradite.

Per questo il Suo veemente attacco diretto alla mia persona non mi scalfigge, né mi avvilisce, anzi mi dà ancora più forza e determinazione.

E con forza e determinazione continuerò a battermi in quest’Aula affinchè siano tutelati i diritti e le prerogative del Consiglio contro le prepotenze di chi pensa di piegare l’avversario con l’insulto e le battute di dubbio gusto, come quella rivolta a me ed al collega Fusilli – al quale sono legata unicamente da un rapporto di stima e di rispetto, che rimane intatto pur nella diversità delle idee e delle opinioni – e come l’altra, rivolta ai tanti colleghi consiglieri (come Di Luzio, Arcieri, Sabatini, Pastore) che sono risultati eletti in quest’Aula a seguito dello slittamento dei candidati nelle rispettive Liste elettorali, i cui voti, però, Le hanno permesso di vincere le elezioni al primo turno con un consistente premio di maggioranza (che Lei purtroppo ha sciupato strada facendo…).

Vorrei, inoltre, rassicuraLa sul fatto che i Suoi auspici sono destinati a rimanere tali: sia quello volto a farmi entrare nella Sua Giunta (essendo io stata eletta per rappresentare i cittadini nell’Assise Civica), sia quello di dimettermi dalla carica di presidente della Commissione che presiedo: intanto perché la presidenza di un organo consiliare non è nella Sua disponibilità, ma nella disponibilità del Consiglio Comunale, che è l’unico organo sovrano; inoltre, prima di chiedere le mie dimissioni, sarebbe bene che rassegnasse le Sue, visto che la maggioranza che le ha consentito di vincere le elezioni si è sfaldata a causa sia della Sua incapacità politica di rispettare gli impegni (il caso Teodoro docet), sia della incapacità amministrativa dimostrata in questi mesi, facendo regredire una città tanto da far rimpiangere persino agli elettori di centrodestra la capacità realizzatrice della precedente Giunta D’Alfonso.

Vede Sindaco Albore Mascia, governare una città come Pescara richiede sacrificio ed impegno. Soprattutto, richiede capacità di ascolto dei problemi della gente e capacità di rispettare i ruoli istituzionali e le opinioni altrui.

Per questo, La sprono ad un gesto di generosità istituzionale verso la città: rassegni quanto prima le Sue dimissioni.

Adele Caroli

Adele Caroli