“Non si tratta di cavodotto o elettrodotto: non è un nome a fare la differenza. A prescindere dalnome che gli si vuole attribuire si tratta di un’opera che non serve alla città di Pescara, che rischiadi svendersi per alcuni milioni di euro. Nell’ultima seduta del consiglio comunale convocatoin sessione straordinaria, la maggioranza è stata battuta su un ordine del giorno importante, perbloccare l’iter amministrativo per la realizzazione del cavodotto. Si tratta, da un lato, di unasconfitta politica dell’amministrazione guidata dal sindaco Mascia, dall’altro, della consapevolezzache sempre più cittadini prendono posizione nei confronti di una vicenda a dir poco complessa. Leindagini della magistratura faranno il loro corso: dal mio canto non posso far altro che testimoniarel’assoluta anti-democraticità dell’amministrazione comunale, che non riesce a prendere attodella sconfitta di lunedì. Sono inoltre convinta che i primi da tutelare sono i cittadini per cui,se ce ne sarà ancora bisogno, non avrò scrupolo alcuno nel ripetere quello che ho fatto lunedì”.Questo il commento del consigliere di Futuro e Libertà, Adele Caroli, al termine della conferenzastampa tenuta questa mattina alla quale hanno preso parte anche il Presidente della CircoscrizionePortanuova, Piernicola Teodoro, Gianni Teodoro, il Segretario provinciale della Destra, AlessandroBaldati e Lorenzo Valloreja. Quest’ultimo ha riferito che l’area che dovrebbe ospitare le tre centraliin Montenegro è situata all’interno del Parco Nazionale Unesco, mettendo in dubbio la fattibilitàdell’opera.
Il consigliere comunale di Futuro e Libertà,
Adele Caroli

Adele Caroli