Quote rosa 

Adele Caroli

Adele Caroli

I rimpasti di giunta sembrano condizionare e accompagnare la vita politico - istituzionale della nuova amministrazione targata Luigi Albore Mascia: rimpasti di giunta necessari a equilibrare le forze politiche della maggioranza che, in alcuni casi, non sembrano rappresentate come in realtà dovrebbero. Il rischio tuttavia è che si vada a togliere a chi in realtà ha ogni diritto di occupare una determinata posizione. Mi riferisco alle quote rosa e alla ventilata modifica dello Statuto comunale: non vorrei che si cercasse di aggirare la norma per accontentare qualche consigliere insoddisfatto. Le quote rappresentano un primo passo, di per sé già piccolo, verso l’accesso delle donne nel mondo della politica, un mondo da sempre abitato dal genere maschile. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una trasposizione del modello delle quote rosa dai consigli comunali ai Cda societari, con grande soddisfazione dei Ministri Giulio Tremonti e Mara Carfagna a seguito dell’approvazione del Ddl sulle quote rosa in Commissione Finanza della Camera che garantisce alle donne un terzo dei posti nei Cda delle società quotate in borsa. «La proposta di legge sulla rappresentanza di genere nei Cda delle società quotate e partecipate dallo Stato è giusta, importante ed equilibrata», ha commentato il Ministro alle Pari Opportunità, Mara Carfagna, dopo il voto in Commissione. Mentre a livello nazionale si fanno dei passi avanti in questo senso, a Pescara si rischia esattamente il contrario: una modifica dello statuto per bypassare la norma delle quote rosa e accontentare un paio di consiglieri scontenti. Niente di più antidemocratico e discriminatorio.

Il consigliere comunale di Futuro e Libertà

Adele Caroli