Vertenza Airone Technic 

Adele Caroli

Adele Caroli

La vicenda occupazionale della Air One Technic ha giustamente e deve continuare a scuotere le coscienze della classe politica e sindacale, cioè di quella parte di società civile da sempre deputata a difendere le istanze dei lavoratori. La questione, tuttavia, non investe solo l’ambito lavorativo e tutto ciò che ne consegue per la vita occupazionale dei lavoratori coinvolti, ma la stessa economia pescarese basata essenzialmente sul turismo e l’indotto da esso generato. La decisione di dismettere il centro di manutenzione dei velivoli presente nello scalo aeroportuale cittadino rischia di avere delle ripercussioni forti sullo sviluppo ulteriore dello scalo pescarese: faccio solamente l’esempio delle compagnie aeree che ora possono usufruire di un servizio del genere e che in futuro ne saranno private. Ciò, oltre a penalizzare le compagnie già presenti nell’aeroporto d’Abruzzo, renderà quest’ultimo meno attrattivo agli occhi delle compagnie aeree interessate a espandere la loro presenza sul territorio.

Innanzitutto, vanno garantiti i diritti dei lavoratori e cercare tutte le soluzioni possibili, a partire dagli ammortizzatori sociali nei confronti di coloro che rischiano di trovarsi senza un posto di lavoro da un giorno all’altro, magari in età lavorativa avanzata e quindi meno reinseribile nel mercato, un mercato già stantio e fermo come quello nazionale e locale. L’attuale classe politica dirigente ha un forte asso nella manica, spesso troppo sottovalutato, che è quello della filiera politica favorevole. Dalla qui presente classe politica, passando per la provincia, la Regione per arrivare al governo centrale, la comune appartenenza politica dovrebbe aiutare certi meccanismi: con questo non voglio dire che bisogna politicizzare la situazione o che il lavoro abbia un colore politico piuttosto che un altro. Voglio solamente sottolineare che il dialogo e il confronto dovrebbe essere più semplice e lineare, e le richieste più facilmente soddisfatte.

Per quanto riguarda infine la questione relativa alla situazione dello scalo pescarese sono troppe finora le vicende, spesso anche poco chiare, che ne hanno segnato la storia: questo non può succedere in una città che fa del turismo la sua principale attrazione. Vanno piuttosto create le basi affinché altre compagnie decidano di creare le loro basi qui a Pescara, per aumentare il traffico aereo e creare un indotto economico e commerciale virtuoso, dal quale possono trarne vantaggio le attività commerciali presenti sul territorio, e di conseguenza l’intera cittadinanza. Una decisione del genere, lo ripeto, non potrebbe che penalizzare invece l’aeroporto d’Abruzzo, andando a togliere dei servizi di cui le compagnie presenti già godono e dei servizi che ipotetiche compagnie future potrebbero trovare già sul territorio.

Di certo, il problema più grave e urgente è quello occupazionale, in un periodo storico già di per sé difficile. La politica tutta, dall’amministrazione comunale alla Regione, deve assumersi le sue responsabilità e avanzare richieste specifiche all’azienda che intende andare via dallo scalo pescarese. Credo che in questo percorso vada coinvolto il Presidente della Regione: questo il motivo per cui ho appoggiato pienamente, sottoscrivendolo, l’ordine del giorno presentato in aula questa mattina.

Dobbiamo dare delle risposte a queste persone e un segnale chiaro alla città.

Il Presidente della commissione grandi infrastrutture e mobilità

Dott.ssa Adele Caroli