Intervento in Consiglio Comunale sul tema della Filovia 

Adele Caroli

Adele Caroli

A distanza di due anni, considerando la data in cui la proposta di iniziativa popolare  era ufficialmente pervenuta ovvero il 17 settembre 2009, siamo di nuovo in quest’aula a discutere del tanto contestato progetto della filovia.

Sicuramente questa proposta ha subito una serie di forti ritardi:

queste le date salienti:

presentata il 17 settembre 2009,

la delibera è pervenuta nella C.C.P. di riferimento nientemeno che i primi giorni di giugno 2010 ( ben 9 mesi dopo la sua presentazione), quindi altro ritardo; in C.C.P. però, è stata subito discussa, ovvero per essere precisi il 07 giugno 2010.

Quindi  il 14 giugno 2010 è finalmente pervenuta  in Consiglio Comunale e poi da lì il tanto sospirato tavolo tecnico la cui relazione finale porta la data del 22 agosto 2011 (quindi altro ritardo se consideriamo che dal C.C. del giugno 2010 ad oggi sono passati altri 15 mesi).

In totale il ritardo è veramente notevole.

Ma i 60 giorni di riferimento nell’art. 35 dello statuto comunale sono stati presi in considerazione?

Nel frattempo i lavori sulla strada parco sono iniziati e tutto va avanti come era stato previsto e progettato fin dall’inizio.

Non ho intenzione di ricordare i tanti passaggi che ci sono stati, le assemblee, le riunioni, le manifestazioni, le contestazioni dell’associazione Strada Parco. Vorrei, ricordando il mio costante atteggiamento critico non nei confronti del progetto della Filovia in sè, bensì sulla questione del tracciato, concentrarmi sull’iniziativa popolare che ha portato, nel settembre del 2009, ad un massiccia raccolta di firme e ad una richiesta di ‘partecipazione democratica dei cittadini per la salvaguardia della funzione ciclo - pedonale e sociale della strada parco’.

Io ho condiviso con alcuni esponenti dell’associazione Strada parco quel percorso, convinta della possibilità di introdurre interventi parziali e soluzioni migliorative al progetto, una convinzione che tutt’ora mi appartiene.

La raccolta di firme e la conseguente iniziativa popolare hanno avuto come conseguenza diretta l’istituzione, da parte dell’amministrazione comunale, di un tavolo tecnico che ha avuto esiti a dir poco discutibili.

Più volte, in occasione delle prime sedute del tavolo, ho fatto notare il comportamento  dell’amministrazione comunale, che ha aperto il tavolo tecnico alle associazioni, alla Gtm e ai rappresentanti di maggioranza e opposizione senza, tuttavia, invitare gli addetti al settore, come ad esempio esperti di mobilità sostenibile, professori di università, esperti e tecnici esterni, anche di fuori Regione,  persone che avrebbero potuto, con le loro competenze, far sì che il tavolo divenisse davvero tecnico, in virtù della loro professionalità conclamata, ed in questo senso, dando un parere autorevole sulla fattibilità dell’opera e dunque di conseguenza, anche, sulla proposta di iniziativa popolare.

In assenza di una vera strategia e di un disegno organizzativo, non stupisce che, nella sua relazione conclusiva, l’assessore ai trasporti Berardino Fiorilli parli di ‘diverse e contrastanti posizioni relative alle specifiche soluzioni alternative’. Non stupisce affatto, considerato che se il progetto fosse stato universalmente condiviso, non si sarebbe avvertita la necessità di istituire un tavolo tecnico.

Anche durante la seconda riunione, alla quale ha preso parte l’ingegnere Luciano Di Biase in rappresentanza dell’Assessorato regionale ai trasporti, l’assessore Fiorilli ha rivelato da parte di molti, un atteggiamento pregiudizialmente contrario all’attuale progetto(vedi relazione). Continua a non stupire, per i motivi già ricordati. La domanda allora è una sola: perché istituire un tavolo tecnico se non si ravvisa la volontà di confrontarsi sulle questioni in oggetto?

Sempre nella sua relazione, l’assessore Fiorilli conclude che “alla luce del lungo dibattito di confronto tenuto anche al di fuori del c.d. tavolo tecnico, è apparsa impossibile una concreta convergenza anche su una sola proposta”.

Questa conclusione ha più il sapore, amaro, di un giro di parole, di un modo per lavarsi le mani senza aver cercato in realtà le eventuali e reali soluzioni per risolverlo. Una conclusione comunque prevedibile considerato il ritardo con cui è stato convocato il tavolo: è datata e protocollata 10 agosto 2010 la lettera che ho inviato al Sindaco per sollecitarne la convocazione.

Questo non è un atteggiamento corretto, nei confronti dei cittadini e dei tanti che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, quello di offrire la possibilità di un confronto e poi chiudere le porte al confronto stesso quando ci si accorge che non si arriva alle conclusioni sperate.

Ripeto, e concludo, che non sono mai stata contraria all’idea del passaggio della filovia ma ho avanzato dei dubbi sul tracciato e sul mezzo utilizzato: davvero non poteva esserci un percorso alternativo? Davvero non potevamo mirare a un mezzo più avanzato tecnologicamente? Sono tutte domande alle quali il tavolo tecnico, appositamente istituito, non è riuscito o non ha voluto fornire le risposte.

Il Consigliere Comunale

Dott.ssa Adele Caroli