Come al solito al nostro sindaco e alla sua giunta serve un tempo piuttosto dilatato per rendersi conto della situazione: il paradosso è che il tempo necessario alla riflessione non sia direttamente proporzionale alle decisioni assunte e alle azioni intraprese. Allora prendiamoci anche noi, qui oggi, il tempo necessario a ricostruire i fatti e a valutarli da vicino, rispolverando qua e là alcuni degli slogan che hanno contraddistinto i primi mesi dell’amministrazione Mascia, quando l’inesperienza poteva ancora giustificare determinate scelte.
E’ passato più di un mese dal primo attentato nel quartiere di Fontanelle, il primo di una lunga serie, che ha avuto come vittima il Presidente dell’Associazione ‘Insieme per Fontanelle’, Nello Raspa, poi dimessosi per ragioni di sicurezza. Qual è stata in quell’occasione la mossa del sindaco: Dichiarare l’assenza di fondi per effettuare gli sfratti e per acquistare e installare telecamere. Passano pochi giorni e la giunta avvia una serie di lavori milionari nelle strade centrali. Ricordo chiaramente, tuttavia, che tra le priorità dell’amministrazione appena eletta, una priorità messa nero su bianco su tutte le strade cittadine tramite l’affissione di centinaia di manifesti, c’era la lotta all’abusivismo abitativo e all’illegalità. Un’intenzione rimasta ferma lì, su centinaia di manifesti e per la quale, oggi scopriamo amaramente, non esistono fondi. Fondi che però esistono per pedonalizzare, riqualificare le vie centrali e rendere ‘young’ la riviera nord.
Ma andiamo avanti: è necessaria una settimana, e altri tre atti intimidatori, per far decidere il sindaco a convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza, dove si decide che forse c’è bisogno degli uomini dell’esercito, voluti e arrivati in città proprio per monitorare le zone a rischio, e cioè le periferie. E’ necessaria però ancora un settimana per mandare l’esercito in via Caduti per Servizio, che ora presidia la zona nelle ore notturne. E finalmente, il 10 novembre il sindaco si reca a Fontanelle e partecipa ad un’assemblea pubblica, comunicando, con uno dei soliti slogan pubblicitari, che l’amministrazione ha affidato una Fiat all’ex Presidente dell’Associazione ‘Insieme per Fontanelle’, Nello Raspa.
E’ passato un mese e, nel frattempo, nessuno all’interno della giunta, è riuscito a capire che il problema non risiede nelle possibili strumentalizzazioni politiche che una vicenda del genere potrebbe suggerire bensì nella necessità di studiare e attuare un vero e proprio programma di riqualificazione urbana delle periferie. Una necessità che non deve venire dal desiderio e dalla volontà di lasciare un segno tangibile, magari in bianco e nero, a tutti i costi ma che nasca dai reali bisogni dei residenti, che vivono in alcuni casi e in alcune zone, dei veri e propri disagi quotidiani. E, per farlo, bisogna ripartire dalla riqualificazione delle case popolari delle zone periferiche, dalla consapevolezza che il diritto alla casa è’ un diritto inalienabile che ogni amministrazione deve perseguire e garantire, per garantire una dignità sociale a tutti i cittadini.
La scarsa attenzione dedicata al problema, un problema generale che in realtà riguarda tutte le periferie, è sinonimo della distanza e dello scostamento che esiste tra la giunta e la cittadinanza, tra l’amministrazione comunale e i residenti.
A questo punto, mi auguro che le associazioni, ‘Codici’ in primis, continuino a portare avanti la loro azione di contrasto alla criminalità e mi auguro che presto ci sarà l’appoggio delle istituzioni tutte.
IL CONSIGLIERE COMUNALE INDIPENDENTE
DOTT.SSA ADELE CAROLI